Dott. Sergio Angileri


 

PSICOLOGIA PSICOTERAPIA COUNSELING MINDFULNESS NEUROLOGIA PSICOLOGIA MEDICA

Nell'attuale momento storico, dove i sintomi del "disagio" esistenziale, delle "sofferenze" del vivere e della "malattia" sfumano sovrapponendosi, nella difficoltà di stabilire un netto confine che li separi, ecco la necessità di un qualificato e competente approccio alla Persona, alla Coppia e alla Famiglia, integrato fra Medicina, Psicologia, Counseling, Psicoterapia e Mindfulness: questo è l'approccio diagnostico e curativo degli specialisti del team PSIMED Palermo.

Dott. Sergio Angileri

Chi siamo

Cosa facciamo

Tariffario

 

Primo colloquio gratuito

Prime sedute convenzionate

Approccio integrato psicologico-medico-counseling

 

Terapia e Trattamento MBTA: efficace metodo innovativo

 
  • Disturbi d'ansia - Fobie - Ansia sociale e timidezza

  • Disturbi depressivi e dell'umore - Disturbi Bipolari

  • Disturbi di panico - Attacchi di panico - Agorafobia

  • Disturbi da dipendenza (internet, sesso, gioco, sostanze, persone)                      

  • Disturbi ossessivi e compulsivi

  • Disturbi dell'infanzia e adolescenza

  • Disfunzioni sessuali - Ansia da prestazione - Identità e orientamento sessuale

  • Coppia e Famiglia: disagi e problemi della Coppia

  • Disturbi della personalità - Disturbi psicotici - Schizofrenia

  • Psicoterapia Analitica e Socio-Cognitiva

    Psicologia Transpersonale - Gruppi Mindfulness e di Meditazione

    Psicologia Clinica - Psicologia Medica - Sessuologia

    Analisi Transazionale - Counseling Analitico e Socio-Cognitivo

    "Protocollo MBTA" - Mindfulness - Trattamenti analitici

    Analisi e Terapia di Gruppo

    Terapia di Coppia - Sessuologia di coppia

    Neurologia - Psichiatria

     

     

    Studio di Psicologia Medica

     Psicoterapia Counseling Medicina

    Via P. D' Asaro, 23

    Via Monti Iblei, 31

    C.so F. Aprile, 203

        

    091 5079744  ● 334 3860561

    Consulenze online gratuite

    Durante il periodo estivo, per informazioni e urgenze, il Dott. Sergio Angileri risponde al numero:

    334 3860561

     


     
     
    MINDFULNESS
     
     

     - Indice della pagina

  •    Che cosa è la Mindfulness

  •    Mindfulness in PSIMED Palermo

  •    Il "Protocollo MBTA": la moderna terapia integrata

  •    Come si costituisce la sofferenza e il disturbo della mente

  •    La Mindfulness nel trattamento della sofferenza e dei disturbi

  •    Letture e articoli sulla Mindfulness e sulle ricerche scientifiche

  •    Accedi anche alla nostra Biblioteca e Bibliografia su Mindfulness e altri temi


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    CHE COSA E' MINDFULNESS

    (in fondo a questa pagina viene offerto un elenco di articoli e ricerche scientifiche sulla Mindfulness: cliccare qui)

    Mindfulness, applicata in integrazione con psicoterapia, counseling e/o trattamenti e interventi di aiuto alla persona, è metodo, metodologia, tecnica e analisi orientata ad acquisire una forma mentale, un atteggiamento nei confronti della "realtà" e una posizione esistenziale altamente coerente e interfacciata con la "Realtà" così come essa è e come essa dimostra di essere in tutte le sue manifestazioni.

     - METODO: il metodo della Mindfulness si riferisce al modo, alla via e al procedimento seguito per perseguire lo scopo, cioè conseguire una più evoluta forma mentale e un atteggiamento e posizione esistenziale coerenti nei confronti della "realtà", convivendo con essa in equilibrio e pace. Il metodo della Mindfulness si organizza secondo un ordine e un piano prestabiliti in vista del fine da raggiungere.

     - METODOLOGIA: la metodologia della Mindfulness, cioè l'organizzazione del metodo, si sostanzia nell'intersecarsi di fasi informative o didattiche, con fasi applicative di pratiche e con fasi di condivisione, analisi e approfondimenti.

     - TECNICA: la tecnica della Mindfulness consiste nell'applicazione concreta di pratiche, comportamenti ed esercizi, che provengono da un lato dalla antica tradizione del Dharma e dall'altro da più recenti ricerche scientifiche, prove e acquisizioni psico-neuro-fisiologiche.

     - ANALISI: l'analisi integrata nella Mindfulness esamina e approfondisce il senso, i significati e i valori che emergono durante il procedimento.

     

    Definizione di Mindfulness del Centromindfulness di Roma

     

    La Mindfulness è uno stato mentale,“una modalità dell' essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com'è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale), che può essere coltivato e stabilizzato attraverso particolari tecniche.

    E' uno stato mentale non concettuale,non-discorsivo, non-linguistico, e  che soprattutto “apre” a degli insight che portano alla comprensione profonda del funzionamento della mente stessa. 

    Questo modo di essere può offrire un luogo di sicurezza e pace ”una base sicura” – che è innata nella nostra naturale costituzione.“E’stupefacente quanto sia liberatorio l’essere capaci di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e che non sono “te stesso” o “la realtà”...il semplice atto di riconoscere i tuoi pensieri come pensieri, può renderti libero dalla realtà distorta che essi spesso creano e genera un maggior senso di chiarezza e di padronanza sulla tua vita”
    Kabat-Zinn (1990, pp.69-70)

    Non è facile rendere a parole ciò che si riferisce innanzitutto ad un'esperienza vissuta, a uno stato mentale, ad uno stato di coscienza. Proprio per tale motivo, cioè per favorire una comprensione diretta attraverso l'esperienza, spesso si sceglie di non tradurre il termine inglese
    mindfulness(a sua volta derivato dall'originario termine sati in lingua pali). Le traduzioni più immediate, ossia "consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, piena presenza", rischiano infatti di dare il via ad una serie di associazioni semantiche svianti e non esaustive. 

    Tuittavia, qui di seguito si riportano alcune tra le definizioni più utilizzate, utili alla comprensione del suo significato:
    ... consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell'esperienza momento per momento: a) con intenzione b) nel presente c) in modo non giudicante (
    Jon Kabat-Zinn).

    ..."attentional control" (
    Teasdale, Segal, Williams)

    ..."osservazione non giudicante dell'incessante flusso degli stimoli interni ed esterni, così come arrivano" (Baer)

    ...una sorta di attenzione saggia, nuda ed equanime, una presenza mentale che osserva il continuo e mutevole flusso di sensazioni, emozioni, pensieri nel qui ed ora, distinta quindi dall'attenzione funzionale, cioè finalizzata ad uno scopo (condizionata da ciò che è utile e da ciò che non lo è).

    ... una modalità di coscienza che si può coltivare e stabilizzare in maniera sistematica, tramite la pratica meditativa.

    ... una "modalità dell' essere", non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com'è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente (
    Teasdale).

    ...autoregolazione dell'attenzione (intenzionalmente e con amorevolezza verso se stessi) e orientamento verso l'esperienza (con curiosità, con l'atteggiamento mentale del fanciullo) (
    Bishop).

     

    Nell'ottica di inquadrare concettualmente il fenomeno e sfatare alcuni possibili  fraintendimenti, può essere utile dire cosa la mindfulness non è:

    • una fuga dalla realtà: è piuttosto essere profondamente radicati nella realtà

    • una forma di trance: la mente mindful è caratterizzata da lucidità e chiarezza

    • una condizione "mistica": viene superata la divisione corpo e mente

    Mindfulness non è una modalità di rilassamento: anzi la mente minful è in grado di "contenere" tensione, stress e sofferenza.

    Articoli di approfondimento sono pubblicati nella sezione “Studi e Ricerche”
    Leggi anche “I benefici della Mindfulness”MBSR”

    A cura di: Loredana Vistarini

( l.vistar@tiscali.it) e Bianca Pescatori ( bianca.pescatori@fastwebnet.it)

    (fonte: http://www.centromindfulness.net/mindfulness/cosa-e-filosofia-mindfulness.html )

     

    Vedi QUI un'altra definizione e descrizione della Mindfulness e dei protocolli e interventi che si applicano in Mindfulness.

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    MINDFULNESS IN PSIMED PALERMO

    a cura del Dott. Sergio Angileri

     

     I protocolli Mindfulness vengono applicati da psicologi, psicoterapeuti e counselors di PSI.MED Palermo, nella combinazione dei Trattamenti Focali (vedi, della Psicoterapia (vedi) e dell'Analisi (vedi). Essi sono protocolli molto efficaci nel trattamento di diversi disturbi o psicopatologie, quali disturbi d'ansia, depressioni, disturbi psicosomatici, disfunzioni psicosessuali, disturbi post-traumatici, disturbi da stress, disturbi ossessivi e compulsivi. Ma sono altrettanto efficaci nelle condizioni di disagio o sofferenza non psicopatologica (vedi qui).

    PSI.MED Palermo è costituito da specialisti psicologi, psicoterapeuti, counselors, neurologi, psichiatri e medici.

     Forniamo:

  • Psicoterapia individuale, di coppia e di gruppo (analitica, cognitiva, transazionale e transpersonale)

  • Trattamenti Focali (mindfulness based; analitici transazionali; socio-cognitivi; consultivi)

  • Analisi e Psicoanalisi (Analisi Transazionale; Psicoterapia Analitica)

  • Counseling (AT; mindfulness based; sanitario)

  • Terapia neurologica

  • Terapia psichiatrica

  • Terapie mediche specialistiche

  •  Qui si può consultare il Tariffario delle parcelle per la Psicoterapia, il Trattamento Focale, il Counseling, le applicazioni Mindfulness e le terapie mediche.

     Riceviamo a Palermo in tre sedi diverse. Prenotando il primo colloquio, ogni persona può richiedere la sede personalmente preferita.

    Via P. D' Asaro, 23  ●  Via Monti Iblei, 31  ●  C.so F. Aprile, 203

     La prenotazione per il primo colloquio si effettua telefonicamente:

    091.507 9744

     

     

    Il Protocollo MBTA

    - metodologia integrata Mindfulness | Psicoterapia | Counseling | Trattamenti Psicologici  | Terapia Medica | Analisi -

    Dott. Sergio Angileri   |   Dott.ssa Monica Cerri

    Il "Protocollo MBTA" (Mindfulness Based Transactional Analysis) è una applicazione integrata fra Mindfulness, Psicologia, Counseling e Medicina, di breve durata, di basso e contenuto costo di parcella e di aumentata efficacia rispetto alla applicazione isolata della Psicoterapia, del Counseling, della Mindfulness e della terapia medica psichiatrica (psicofarmaci).

     

    Il "Protocollo MBTA" (Mindfulness Based Transactional Analysis) è un moderno trattamento di Terapia Medica, Psicoterapia, Analisi o Counseling, integrato con Mindfulness. Esso rappresenta un'applicazione di metodo e di tecnica integrata che sta dimostrando, nella nostra esperienza, una migliorata efficacia per il trattamento e la terapia di diverse psicopatologie,  disturbi e stati disagevoli, permettendo una rapida diminuzione dei sintomi e degli stati di malessere e una migliorata efficacia nel trattamento delle cause.

     Il "Protocollo MBTA" si svolge per mezzo di una "seduta lunga" (circa 100 minuti) con frequenza settimanale, dove la persona (paziente, ecc) viene seguita nella sua terapia o trattamento da due specialisti, nei modi che spieghiamo qui di seguito.

    La seduta MBTA è suddivisa in due parti, ciascuna parte della durata di circa 45 minuti.

    La prima parte viene condotta da una psicologa qualificata (attualmente la maggior parte della volte la dott.ssa Monica Cerri, psicologa qualificata in Psicologia Clinica a orientamento Neuropsicologico, Mindfulness e Counseling Transpersonale) dedicata alle applicazioni Mindfulness.

    La seconda parte viene condotta dal dott. Sergio Angileri (già emerito Psicologo Psicoterapeuta Analista Transazionale qualificato in Medicina Psicosomatica e Counselor Analista Transazionale, con oltre trent'anni di esperienza clinica) o altro psicologo o medico del team. La seconda parte è dedicata all'analisi, alla psicoterapia, al Counseling Analitico o ad altra modalità di intervento (la modalità della seconda parte della seduta, di volta in volta, dipende da ogni caso specifico) secondo una metodologia che integra le due parti dell'unica seduta MBTA. Il Protocollo MBTA, quindi, a secondo della metodologia caso per caso, ha una struttura sanitaria, a volte e altre volte una struttura non sanitaria.

    L'efficacia del "Protocollo MBTA" richiede la costante partecipazione alla seduta una volta alla settimana e l'applicazione da parte del paziente, durante la settimana, delle istruzioni che vengono fornite dalla psicologa o dagli specialisti in genere.

    L'efficacia di questo innovativo metodo di terapia dei disturbi e di cura alla persona, si spiega anche con il fatto che si viene, con questo metodo, a realizzare una dedizione avvolgente al paziente e altamente specializzata, anche per il fatto che non uno, ma due specialisti si dedicano alla stessa persona, al suo caso e ai suoi disturbi, raddoppiando il tempo di seduta e mantenendo il costo della parcella quasi immodificato rispetto alle classiche sedute di psicoterapia di 45 minuti.

    L'efficacia è data anche dalla possibilità di applicare contemporaneamente sia le benefiche tecniche e metodi della Mindfulness e sia le tecniche e i metodi della Psicologia, della Psicoterapia, del Counseling e della Psichiatria, in un'unica seduta "lunga" senza soluzione di continuità e in modo tale da consentire ai due specialisti che curano la persona, di farlo coordinandosi a secondo le risposte e le reazioni che la persona dimostra sia nella fase Mindfulness, che nella fase analitica.

    Ad esempio, le persone che assumono psicofarmaci per disturbi ansia, panico, depressione, curate con il metodo MBTA, possono usufruire tempestivamente degli aggiustamenti alla posologia dei farmaci da parte del neurologo o dello psichiatra. Si sta constatando che dopo un breve periodo di tempo di applicazione del protocollo MBTA, le persone che assumevano psicofarmaci da anni possono, in alcun i casi, anche diminuire o progressivamente cessare di assumere farmaci, godendo di un netto miglioramento sia dei sintomi, che della condizione clinica generale.

    Questi risultati si ottengono perchè con le applicazioni Mindfulness -come è dimostrato da anni da prestigiose ricerche scientifiche internazionali- il paziente acquista una nuova capacità di osservazione indipendente dei meccanismi della propria mente potendo così assumere un ruolo di regolazione volontaria sui processi cognitivi, emozionali ed umorali della mente stessa. E perchè con le metodologie psicologiche, di counseling o mediche integrate, il paziente, più calmo e centrato grazie alla Mindfulness, può rielaborare più facilmente quei meccanismi mentali che da tempo lo attanagliavano, gli procuravano malesseri e gli impedivano diverse e nuove decisioni.

    Il "Protocollo MBTA" è un moderno metodo di terapia (nella modalità psicologica/sanitaria) o di trattamento (nella modalità counseling non sanitaria), di molte condizioni di Disturbi d'Ansia, Disturbi di Panico, Fobie, Depressione, disagi o sofferenze emozionali, umorali e psicosomatiche della persona, spesso derivanti da stress e/o da inadeguata gestione delle tante dolorosità intrinseche alle esperienze della vita. Dimostra un notevole efficacia nel trattamento dei Disturbi Sessuali Psicogeni. Una specifica applicazione modificata della MBTA sta risultando molto efficace nelle terapie di Coppia e nei trattamenti di Coppia in genere. Un'altra modificata applicazione della MBTA è in corso di attuazione per la Psicologia Evolutiva, dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Infine si sta dimostrando molto efficace nella Terapia o Analisi in Gruppo. Quando viene applicato con la metodologia sanitaria, integrata alla psicoterapia, alla psicofarmacoterapia e alle terapie medico-psichiatriche, il "Protocollo MBTA" agisce come componente in sinergia alla terapia dei disturbi psicologici strutturati, delle psicopatologie e di molte malattie.

    L'integrazione MBTA si attua nelle seguenti combinazioni:

    1. combinazione Mindfulness - Counseling

    2. combinazione Mindfulness - Analisi Transazionale

    3. combinazione Mindfulness - Psicoterapia

    4. combinazione Mindfulness - Terapia Medica

     

    La metodologia integrata del Protocollo MBTA sta quindi dimostrando, nella nostra esperienza, una notevole efficacia nei diversi trattamenti e terapie e viene applicato, quindi, sia con obiettivi sanitari di trattamento e terapia delle forme strutturate di disturbi psicopatologici (ansia, panico, depressione, ecc) e sia con obiettivi analitici non sanitari e/o nel trattamento dei disagi e delle sofferenze disfunzionali non psicopatologiche.

    Il "Protocollo MBTA" offre inoltre un notevole vantaggio economico. Infatti la persona (paziente ecc) viene economicamente impegnato con una parcella per seduta che oscilla dal minimo di € 60,00 al massimo di € 70,00 pur usufruendo settimanalmente di un tempo a lui dedicato della durata di circa 2 ore (l'intera durata della seduta MBTA) e della prestazione personalizzata ed esclusiva di due specialisti. Vedi il Tariffario. - La ricevuta che viene rilasciata, è una ricevuta sanitaria ed è detraibile.

    Per approfondire e ottenere maggiori dettagli sulla Mindfulness e le sue applicazioni, cliccare qui.

     

     

    Vi sono diverse descrizioni possibili per spiegare cosa è la Mindfulness.

    Qui ne fornirò una attinente allo scopo della Mindfulness applicata nelle "relazioni di aiuto alla persona" (psicologia; psicoterapia; counseling; training; ecc), alla sua utilità e per dire sostanzialmente a cosa serve, in quei contesti.

    La Mindfulness è costituita da un insieme di esperienze da applicare. Queste esperienze/applicazioni, chiamate "pratiche", sono utilizzate per addestrarsi a conseguire progressivamente una valida trasformazione nella mente, in modo da potere divenire il più possibile capaci di non farsi catturare dall'automatismo dei pensieri e dall'automatismo dell'insorgere di stati emozionali e psicosomatici, spesso molto penosi e disturbanti. Più la mente assume queste caratteristiche di autonomia rispetto all'automatismo dei pensieri e delle emozioni e più si dice che diviene una "mente mindful". Quindi l'obiettivo della Mindfulness è quello di poter raggiungere una stabile e ancorata condizione di "mente mindful".

    Conseguire un buono stato di "mente mindful", corrisponde, sul piano clinico a considerevoli guarigioni di diversi disturbi caratterizzati da alterazioni emozionali e cognitive e sul piano personale ed esistenziale a considerevoli acquisizioni di padronanza sia sulla propria mente che sulle situazioni dove è richiesta calma, consapevolezza, capacità riflessiva, decisionale e di scelta. Corrisponde inoltre a considerevoli miglioramenti dello stato di salute psicofisica, miglioramento clinico di molti disturbi psicosomatici e non solo.

    Ad oggi sono moltissime le ricerche scientifiche che a livello internazionale stanno confermando l'efficacia formidabile della Mindfulness in diverse aree cliniche e non cliniche. Per queste ragioni la Mindfulness è sempre più applicata, nel mondo, oltre che nei reparti clinici e in psicoterapia, anche nelle aziende, nelle scuole e altrove. In ambito privato è sempre più applicata da professionisti qualificati (psicologi, medici, counselors e psicoterapeuti) a clienti che ricorrono a loro in qualità di "trainers" per potere ottenere i vantaggi di cui sopra.

    In una vasta letteratura facilmente accessibile a tutti, sono largamente descritti i vantaggi della meditazione in genere, sul piano psicologico e psicosomatico. Anche in questo sito è possibile reperire diverse indicazioni e links sull'argomento ( vedi qui )

    La "Mindfulness" (metodologia e tecnica derivante dalla meditazione vipassana), è applicabile in due aree:

    • Area clinica: Mindfulness integrata alla Psicoterapia nel trattamento delle patologie quali disturbi d'ansia, disturbi depressivi, disturbi psicopatologi in genere, disturbi psicosomatici e diverse malattie organiche. 

    • Area non clinica: Mindfulness applicata autonomamente e al di fuori del setting clinico, nel trattamento dei disagi e della sofferenza delle persone, quando non sono strutturati in vera psicopatologia.

    I riferimenti bibliografici e scientifici delle ricerche sulla Mindfulness, sono indicati a piè di questa pagina.

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    COME SI COSTITUISCE IL DISAGIO, LA SOFFERENZA E IL DISTURBO DELLA MENTE

     

    Esistono una infinità di teorie e modelli sulla mente umana e la sofferenza umana. Tuttavia da qualunque angolatura si voglia guardare questa questione, un fondamentale è onnipresente e indubbio: la maggiore percentuale di sofferenza che sente la persona, non è coincidente con la realtà presente e attuale della persona stessa.

    Vediamo cosa significa.

    Provate a soffermarvi su cosa vi affliggeva ieri o negli ultimi tempi: scoprirete molto probabilmente che "ieri" stavate affliggendovi "ricordando" e "ripensando" cosa era accaduto il giorno prima, cosa aveva detto quella persona qualche tempo fa, come era andata quella certa vicenda, oppure come sarebbe dovuto essere quella cosa, quella persona o quella certa esperienza e invece così non è stato. In questo caso ieri vi affliggevate per mezzo del ricordo. Vi affliggeva il rimpianto, la delusione, la rabbia, la tristezza, cioè tutte cose non coincidenti con la realtà di ieri, cioè con la realtà che esisteva di fatto nel momento e nel luogo, mentre stavate affliggendovi. Ieri stavate soffrendo nella vostra mente, per mezzo delle attività di pensiero e di ricordo che la mente produceva e manteneva attive. Ma le cose per le quali soffrivate ieri, non erano di ieri, ma del giorno prima o del tempo di prima.

    Ora provate a soffermarvi su quanto avete appena letto e forse adesso potreste affliggervi a causa della consapevolezza che effettivamente ieri stavate facendovi soffrire per mezzo di cose che ieri non erano attuali, ma precedenti. Ebbene, se ora state facendo così, anche adesso state affliggendovi a causa del vostro pensiero che ripensa che ieri stavate soffrendo per il giorno precedente. Così potrebbe andare all'infinito, in un gioco perverso di una scia infinita di scatole dove ciascuna contiene l'altra, regredendo all'indietro e scivolando nell'abisso del "passato". In questo modo vi procurate stati emotivi coerenti con il pensiero che ricorda, ma non coerenti con la realtà presente, attuale, qui-ed-ora.

     Provate allora, adesso, a fermare il vostro pensiero catturato dalla scia di tutti gli "ieri" che esistono nella vostra memoria. Fate un respiro profondo e guardatevi attorno: siete qui e ora, adesso, nel momento presente e nel luogo dove siete ora. State leggendo qui. Attenzione: qual'è lo stato emozionale, umorale, psicologico davvero coerente con il "presente" dove siete in questo preciso istante? Provate a sintonizzare il vostro stato emozionale, umorale e psicologico sul momento presente, in modo che esso sia coerente con la vera e unica realtà per voi: quella presente e attuale. Qualsiasi sia la realtà attuale, piacevole o spiacevole, fate in modo che il vostro stato psicologico senta il piacere o il dispiacere reale, attuale e coerente con il qui-e-ora.

    Supponiamo che siete riusciti a farlo. Non durerà a lungo: la mente pensante, in automatico, ricomincerà a pensare "ieri".

    Riportatevi al presente. Non durerà a lungo: la mente pensante riuscirà ad affliggervi nuovamente, ma stavolta volando a "domani": come sarà? cosa accadrà? che figura farò? cosa penseranno di me? mi ammalerò? mi amerà ancora? sarò io ad amare ancora? finirà? e poi, domani....domani....nel futuro....invecchierò? morirò!?...

    Ecco, ancora una volta state affliggendovi, alterando il vostro stato emozionale, umorale e psicologico, come facevate poco fa. Prima stavate usando il vostro pensiero che spaziava su "ieri" per affliggervi e adesso state usando il vostro pensiero che spazia su "domani", sempre per affliggervi. Ancora una volta disagio, sofferenza e disturbo della mente, sono provocati dalla mente stessa che non sta ferma nell'unica realtà vera: qui, ora, nel presente. Ancora una volta una gran quantità di emozioni e alterazioni sono state coerenti con il vostro pensiero che fantastica il "domani". Non avete sofferto per la realtà, ma per l'inesistenza. In quanto non esiste mai un domani, fino a quando non sarà diventato un oggi. Non esisterà mai fra un minuto, fino a quando non sarà diventato questo minuto. E non esisterà mai più un minuto fa, se non nella mente che pensa e ricorda.

    Ma ora che avete raggiunto questa consapevolezza, volete di nuovo portare la vostra consapevolezza al qui-e-ora, per consentirvi di sentire ciò che è coerente con il reale.

    Durerà poco: adesso la vostra mente non andrà di nuovo ad "ieri" e nemmeno a "domani" per farvi soffrire, ma si sposterà "di lato, cioè di luogo", verso sinistra, ma si manterrà nel presente. Però non nello stesso luogo e punto dove voi siete: che starà facendo lui/lei in questo momento? mi starà pensando? mi starà tradendo? quella cosa sta andando bene? male? cosa stanno pensando di me? e così via.

    Ancora una volta il vostro stato emozionale, umorale e psicologico non è coerente con la vostra realtà di qui, ora, nel punto esatto in cui siete. Ma è coerente con i vostri pensieri che si sono spostati di lato, mantenendosi nel presente, ma in un altro punto dove voi non siete: quindi non state affliggendovi per la vostra realtà, ma per una "realtà laterale", da voi immaginata e pensata. Ancora una volta soffrite a causa del vostro pensiero.

    Ma ora che avete letto, vi riportate al qui-e-ora, cercando di sentire ciò che è coerente con l'unica vera reltà per voi: qui, ora, nel momento e nel punto esatto in cui siete adesso.

    Durerà poco: adesso la vostra mente pensante si sposterà di nuovo lateralmente, verso destra e si allontanerà dal punto in cui siete. Rimarrà nel tempo presente, ma non nel luogo dove siete. Ecco che pensate: in questo momento lui/lei è diverso da me, è più fortunato di me, sta avendo quello che io non ho, io non sono capace come lui/lei, non posso stare bene, perchè non sono come lui/lei, non ho..., non faccio....non sono....e così via.

    Ecco, ancora una volta la vostra mente pensante ha prodotto sofferenza, sofferenza riferita ad inesistenze, ad irrealtà. Avete sofferto per un immaginario e non siete stati nella vostra vita reale, concreta e presente.

    Questa è la mente umana.

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    LA MINDFULNESS NEL TRATTAMENTO DEI DISTURBI

    metodo e tecnica di aiuto e cura alla persona e di terapia di patologie

     

    Ecco cosa è Mindfulness: poter conseguire una "mente mindful", cioè uno stato mentale dove la "funzione centrale" (l'Intenzione primaria, spesso inconscia, che orienta l'Attenzione), addestrata a farlo, riesce a non consentire più alla "mente pensante" di agire automaticamente e liberamente, così producendo una enorme quantità di stati alterati, emozionali, umorali, psicologici. La "mente mindful" è una mente che è in grado di sentire primariamente, in modo osservante e non giudicante, ciò che è reale, ed è reale per ogni individuo, soltanto ciò che è qui, ora e nel punto esatto in cui l'individuo è in ogni momento. Tutto il resto non è reale, perchè è "mente pensante".

    Tuttavia -e potrebbe sembrare un paradosso- la "mente pensante" è reale, perchè agisce nel qui, ora e nel punto in cui l'individuo è, ma le "cose" che produce non sono cose ed effetti reali, perchè ciò che produce è niente altro che pensiero riferito ad una delle quattro dimensioni di cui sopra: "ieri", "domani", "lato sinistro" e "lato destro".

    Ma oltre che volare nelle quattro dimensioni di cui sopra, la mente pensante per provocare stati psicologici non coerenti con la realtà, è capace di volare anche in altre dimensioni, così dette trascendentali, perchè trascendono ieri, domani, lato sinistro e lato destro, andando nell'oltre, oltre l'immanenza. Ma di questo ci occuperemo dopo.

    Io adopero, insieme ad altre metodologie e tecniche, con preferenza quelle proprie della Mindfulness, abbinate alle metodologie e alle tecniche dell'Analisi Transazionale e Socio-Cognitive.

     

    Vi sono diverse modalità di applicazione specialistica delle tecniche Mindfulness, nei seguenti casi disturbanti:

          §. DISTURBI PSICOPATOLOGICI (trattabili con la Mindfulness integrata in Psicoterapia)

    •  Disturbi d'Ansia e di Panico

    •  Fobie

    •  Stati depressivi

    •  Fobia Sociale

    •  Disturbi del comportamento alimentare

    •  Dipendenze

    •  Disturbi sessuali psicogeni, maschili e femminili

    •  Disturbi ossessivi e compulsivi

         §. DISTURBI NON PSICOPATOLOGICI (trattabili con la Mindfulness integrata in Trattamenti Brevi non psicoterapeutici e in Counseling)

    •  Difficile elaborazione del lutto, della perdita, della separazione e della morte

    •  Stati di ansietà reattiva a situazioni difficili e/o di emergenza

    •  Stati di tensione e stress in situazioni di perdita, cambiamento, separazione

    •  Stati di tristezza esistenziale e/o reattiva a situazioni di lutto, perdita, cambiamento, separazione, delusione

    •  Stati di tensione in seguito a eventi traumatizzanti

    •  Timidezza e insicurezza nelle relazioni

    •  Difficoltà a saper rimanere concentrati nel compito, nel lavoro e comunque nella situazione presente

    •  Difficoltà a saper gestire il proprio pensiero, quando tende in automatico a vagare, causando distrazione involontaria

    •  Stati di indecisione e dubbio, con difficoltà a decidere e scegliere in diverse situazioni

    Riporto qui di seguito alcune letture, links e riferimenti, che forniscono informazioni su ricerche scientifiche circa l'efficacia della Mindfulness e anche sulle metodologie, le tecniche e le pratiche che si applicano.

    Purtroppo la maggior parte dei lavori, dei protocolli di ricerca e degli articoli, sono in lingua inglese, tedesca o altro. Il Dott. Sergio Angileri intende adoperarsi per offrirli, al più presto, tradotti in lingua italiana.

    Cliccare sui titoli per accedere alla lettura completa.

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    ELENCO DI ARTICOLI E PROTOCOLLI SCIENTIFICI SULLA MINFDULNESS E LE RICERCHE NEL MONDO

    Behavior analysis of forgiveness

    Behavior Analysis of Forgiveness in Couples Therapy

    James Cordova, Ph.D., Joseph Cautilli, Ph.D., Corrina Simon and Robin Axelrod Sabag


    Abstract

    Behavioral couples’ therapy has a long history of success with couples and is an empirically validated treatment for marital discord (Task Force on Promotion and Dissemination of Psychological Procedures, 1995). However, only about 50% of all couples in treatment
    experience long-term change (2 years). One of the founders of behavioral couples’ therapy called for the therapy to return to its original roots in functional analysis (Jacobson, 1997). This produced integrative behavioral couples’ therapy. As behavioral couples’ therapy attempts to reach the maximum number of couples possible, we believe further attention to behavior analytic principles will continue to contribute to advances in the field. We propose that an operational analysis of forgiveness will help to strengthen behavioral couples’ therapy by creating a direct module to handle some of the most entrenched situations, those commonly referred to as betrayal.
    Key words: Couples therapy, forgiveness, betrayal, intimacy, behavior training, self control training.

     

    Benefits of Being Present The Benefits of Being Present


    Mindfulness and Its Role in Psychological Well-Being


    Kirk Warren Brown and Richard M.Ryan
    UniversityofRochester


    Mindfulness is anattribute of consciousness long believed to promote well being.This research provides a theoretical and empirical examination of the role of mindfulness in psychological well-being.Thedevelopment and psychometric properties of the dispositional Mindful Attention Awareness Scale (MAAS) are described.Correlational, quasi-experimental, and laboratory studies the nshow that the
    MAAS measures a unique quality of consciousness that is related to a variety of well-beingconstructs,that differentiates mindfulness practitioners from others, and that is associated with enhanced self-awareness. An experience-sampling study shows that both dispositional and state mindfulness predict self-regulated behavior and positive emotional states. Finally,a clinical intervention study with cancer patients demonstrates that increases in mindfulness overtime relate to declines in mood disturbance and stress.

     

    Compassione e Terapia Nicola Petrocchi e Alessandro Couyoumdjian - Dipartimento di Psicologia Sapienza-Università di Roma

    Vengono trattati metodologie e tecniche del trattamento focalizzato sulla compassione.

     

    Mindfulness e Compassione Centro Italiano Studi Mindfulness - Dipartimento di Psicologia Università "La Sapienza" - Roma

    Venendo a sapere del cancro inoperabile e della morte imminente della loro madre, una famiglia si riunì e decise di comune accordo che il loro ultimo dono per lei sarebbe stato quello di impedirle di sapere la verità sulle sue condizioni. Mentre era ricoverata in ospedale, e giorno dopo giorno si spegneva, la donna lottava con il dolore e la paura.
    Ogni giorno la famiglia le assicurava che sarebbe tornata a casa presto, che si sarebbe sentita meglio e avrebbe ripreso a camminare; Circondarono la loro madre d'amore, ma anche di favole. Dopo la sua morte, il loro dolore fu reso più acuto dalla consapevolezza di essersi privati dell'ultima, preziosa occasione di aprirsi alla madre, di comunicarle tutto ciò che avevano in cuore e dirle addio. Sostennero anche il peso del dolore di sapere che, pur nel desiderio di essere premurosi, avevano privato la loro madre dell' opportunità di incontrare la propria morte come forse desiderava.

     

    Contemplative neuroscience volition Contemplative Neuroscience
    as an Approach to Volitional Consciousness

     
    Evan Thompson
    Department of Philosophy
    University of Toronto
    170 St. George Street, 4th floor
    Toronto, ON M5R 2M8
    Canada


    Summary. This chapter presents a methodological approach to volitional consciousness for cognitive neuroscience based on studying the voluntary self-generation and self-regulation of mental states in meditation. Called contemplative neuroscience, this approach views attention, awareness, and emotion regulation as flexible and trainable skills, and works with experimental participants who have undergone training in contemplative practices designed to hone these skills.
    Drawing from research on the dynamical neural correlates of contemplative mental states and theories of large-scale neural coordination dynamics, I argue for the importance of global system causation in brain activity and present an “interventionist” approach to intentional causation.

     

    Counsciouness investigation Abstract:


    This paper explores the field of contemplative neuroscience as a means of studying consciousness on both neurological and experiential levels. While our current scientific paradigm favors the view that consciousness is a purely physical phenomenon and should be examined as such, contemplative neuroscience posits that awareness, attention, and emotion are malleable skills that can be refined in order to provide detailed, accurate self-reports about the conscious experience.
    These reports can then be used to inform neurological data, in order to form a more holistic understanding of consciousness as both a physical and mental process. Buddhist meditation techniques are a paradigm example of the type of training necessary to cultivate accurate awareness of mental states. I practiced Buddhist meditation extensively over several months as a way to inform my study. In addition, I conducted a comprehensive review of scientific publications on the current research being conducted on meditation, and philosophical literature on the importance of contemplative training in respect to neuroscience. My experience meditating highlighted the large difference between the untrained, unaware mind and the mind that has been trained in awareness, emphasizing the value of using experienced contemplative practitioners as a means to further consciousness studies. These results point to a need to use refined
    phenomenological reports as a more accurate way of interpreting neurological data, making use of subtleties and details that would not be available to us were we to use untrained subjects.

     

    Due piedi una unica mente Centro Italiano Studi Mindfulness - Dipartimento di Psicologia Università "La Sapienza" - Roma

    Nel Buddhismo camminare è una forma importantissima di meditazione.

     

    Fobia Sociale e Mindfulness I trattamenti di “terza generazione” sono più contestuali ed esperienziali, meno didattiche, più focalizzate sulla funzione e non sulla forma, e si basano sulla costruzione di repertori ampi, flessibili ed efficaci, piuttosto che sull’eliminazione di problemi accuratamente definiti. Le strategie tendono a essere orientate alla costruzione (e al rafforzamento e generalizzazione di repertori che funzionano) e non all’eliminazione di una sintomatologia accuratamente definita e basate sull’analisi del funzionamento normale.

     

    Guida alla postura di meditazione

    Nella meditazione, la postura è molto importante, anche se – per meditare - non è necessario sedersi in posture impegnative, come ad esempio nel fiore di loto. La meditazione è anzi alla portata di tutti, nelle 4 posizioni fondamentali che il corpo assume nel corso della vita: stare seduti, in piedi, sdraiati o camminare.
    La posizione più comune per la meditazione è quella seduta, in quanto facilita particolarmente la concentrazione. Il punto è tutto qui: la posizione assunta dal corpo deve rendere facile rimanere a lungo vigili e al tempo stesso in uno stato di riposo, in modo che il corpo sia “silente” per tutta la durata della seduta, senza il minimo disagio. Stare con la schiena eretta, in particolare, consente di rimanere vigili, come quando si sta in piedi o si cammina, ma al tempo stesso di mantenersi stabili, come quando il corpo è sdraiato.
    Se si sceglie un luogo adatto e lo si prepara con cura e se si predispone il corpo ad una certa postura, si può entrare in contatto con l’energia che porta con sé la stessa pratica di “assumere la posizione”.

     

    Il Se' Transpersonale Laura Boggio Gilot - Psicologia e Meditazione Yoga_Vedanta

    Il Sè e la Coscienza

     

    Illusione e sofferenza Mauro Scardovelli

    Illusione e sofferenza
    Condivisione profonda e guarigione spirituale

    Origine della sofferenza: l'illusione della separazione

    Secondo la psicologia asiatica, i concetti di separazione, che, attraverso il linguaggio, dominano la nostra cultura e la nostra vita, sono la causa prima della sofferenza. Ciò che consideriamo come reale, la divisione tra 'io' e 'altro', è, di fatto, un'allucinazione.
    Tale allucinazione, condivisa dalla scienza ufficiale, è frutto di ignoranza rispetto alla vera natura della mente, quale essa emerge dalle tradizioni sapienziali e dalle conoscenze accreditate dai maestri e dai saggi di tutti i tempi.
    Essa comporta inesorabilmente la perdita del nostro potenziale umano più alto: la capacità di amare in modo incondizionato. "Il momento critico del cammino, che schiude il cuore che ama, è la comprensione che non siamo mai esistiti come esseri isolati e separati.
    Quando la saggezza riconosce la nostra unità e vede l'interconnessione di tutti gli esseri, ci riempie di una felicità tale da trasformare tutta la vita" (Salzberg, 1995).

     

    La meditazione come processo di trasformazione Centro Italiano Studi Mindfulness - Dipartimento di Psicologia Università "La Sapienza" - Roma

    Un tempo mi avvicinavo alla meditazione seduta, soprattutto durante i ritiri, con l'idea che avesse il compito di farmi stare in un modo particolare. Spesso volevo solo essere libero dall' ansia. Di conseguenza, raramente avevo le idee chiare su quale fosse il vero significato della pratica seduta. Anche ora che non cerco più di ricavarne una sensazione speciale, di tanto in tanto trovo utile considerare cosa faccio esattamente durante la pratica.
    In particolare mi è utile tornare su alcune domande fondamentali: in cosa consiste concretamente la meditazione seduta? Perché è così importante? Perché sottolineiamo la necessità sia della pratica seduta quotidiana, sia di periodi più lunghi di pratica nei ritiri?

     

    Le forme della Coscienza Le origini della coscienza


    Jaynes, nel suo libro dal titolo “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” ipotizza che “sia esistita una razza di uomini che parlavano, giudicavano, ragionavano, risolvevano problemi, che facevano in definitiva quasi tutto quello che facciamo noi, ma che non erano coscienti” (J. Jaynes, Il Crollo della Mente Bicamerale e l’Origine della Coscienza, pag.69).
    Egli sostiene che noi siamo coscienti solo quando siamo coscienti di esserlo perché quando non siamo coscienti non possiamo sapere di esserlo. La temporalità della coscienza è quindi molto relativa ed è determinata dalla spazializzazione e cioè dalla separazione delle cose poiché “nella coscienza non vediamo mai nulla nella sua interezza” (pag.85), e cioè selezioniamo dalle cose ciò che assume rilevanza. La rilevanza selettiva ha un importante ruolo nella narratività poiché appartiene alla coscienza la ricerca di significato e di senso che gli uomini hanno acquisito attraverso il racconto degli eventi.

     

    Meditation and Neuroscience of Counsciouness Meditation and the Neuroscience of Consciousness
    Antoine Lutz, John D. Dunne, Richard J. Davidson
    In press in Cambridge Handbook of Consciousness edited by Zelazo P., Moscovitch M.
    and Thompson E.

     Abstract


    The overall goal of this essay is to explore the initial findings of neuroscientific research on meditation; in doing so, the essay also suggests potential avenues of further inquiry.
    The essay consists of three sections that, while integral to the essay as a whole, may also be read independently.

     

    Meditation and Neuroscience Meditation and Neuroscience: From Basic Research to Clinical Practice

    Claire Braboszcz
    Stéphanie Hahusseau2
    Arnaud Delorme

    Meditation has been extensively practiced in many civilizations for thousands of years as a means of
    cultivating a state of well-being and for religious purposes. It has now started to be studied in terms of its influence on the brain and body and used in clinical settings. This chapter will first review meditation effects at the physiological, attentional, and affective levels and the scientific paradigms used to study these effects. A clinical application on emotion regulation will then be presented.
     

    Meditazione e Psicoterapia

    Meditazione - Psicoterapia - Processi neurofisiologici implicati nella meditazione

     

    MINDFULNESS AND EMDR Abstract
    Hypotheses on the neurobiology of a mindfulness–dissociation continuum are presented. Crucial to the hypotheses are the observations of a reciprocal interaction between the cognitive and affective subdivisions of the anterior cingulate cortex and the unilateral activation of right anterior cingulate in hypnotic dissociation and in post-traumatic syndromes. It is proposed that the unilateral activation can cause a loss of the reciprocal relationship between the subdivisions and that in the case of peri-traumatic dissociation the subsequent syndrome responds to eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) through restoration of the bilateral activation and reinstatement of the reciprocal relationship between the subdivisions.
    Bilateral activation of the cognitive subdivisions is proposed to underlie the attentional state of concentration mindfulness in which affect is well regulated.

     

    Mindfulness e benessere psicofisico  

    Ulteriori informazioni sulla pratica della Mindfulness

     

    Mindfulness e salutogenesi  “I livelli di stress delle persone oggi, confrontati con quelli di vent’anni fa, sono semplicemente incredibili. Oltre alle tradizionali fonti di stress (lavoro, persone, malattie, ruoli da ricoprire, eventi del mondo,…), con l’era digitale abbiamo introdotto fonti di stress interamente nuove nella nostra vita: lo stress dell’information processing e della velocità a cui fa viaggiare le cose. E abbiamo reso sempre più sfumata la distinzione fra la vita
    lavorativa e quella domestica, fra la settimana lavorativa e il weekend, fra il giorno lavorativo e la notte. Si può quindi arrivare al punto in cui si è sempre al telefono, sempre a leggere e inviare e-mail, il punto in cui stai sempre reagendo a qualche stimolo e tutto il tempo è dedicato al fare e non all’essere. Il punto in cui siamo sempre di corsa e diventiamo isolati, non solo rispetto agli altri, ma anche rispetto a noi stessi, alla dimensione corporea.” (J. Kabat-Zinn, 1989).

    Questo modo di affrontare le situazioni porta alla mindlessness, cioè il reagire in modo inconsapevole agli stimoli e agli eventi, come se fossimo guidati da un “pilota automatico”. Ad essa si contrappone la mindfulness, la capacità di essere pienamente consapevoli nelle situazioni che affrontiamo: “mentre può essere difficile agire sulle forze esterne che creano pressioni su di noi, abbiamo un ampio spazio di manovra nel modo in cui rispondiamo a questi stimoli. Ma per far ciò dobbiamo essere in contatto con quello che accade. La mindfulness si focalizza sul
    momento presente, che è diventato quasi una dimensione nascosta nella nostra vita: siamo fisicamente qui, ma se verifichiamo cosa passanella nostra mente ci accorgiamo che è da altre parti e che siamo alienati dal corpo”.
    Se riusciamo ad accorgerci di avere un’emozione o un pensiero depressivo o ansioso, sarà più facile riuscire ad evitare di entrare, in modo automatico, nella modalità dell’agire, cadendo così in circoli viziosi sempre più stretti e soffocanti. A quel punto, porsi in un’ottica di semplice osservazione di quello che sta accadendo dentro e fuori di noi, può permetterci di scegliere cosa fare; è la libertà di scelta il vero obiettivo che si pone il training della mindfulness.
    Diventare capaci di prendersi quello che viene definito “spazio di respiro” significa utilizzare il tempo per diventare pienamente consapevoli di un particolare pensiero o sentimento, osservando semplicemente quello che accade. A volte ciò sarà sufficiente perché quei pensieri o emozioni si dissolvano; altre volte si potrà decidere di affrontarli immediatamente o in seguito attraverso azioni maggiormente specifiche ed adeguate alla situazione.

     

    Mindfulness in Alzheimer   
    Constance L. Coogle, PhD
    Virginia Center on Aging
    Virginia Commonwealth University
    P.O. Box 980229
    Richmond, VA 23298-0229
    804/828-1525
    Kirk Warren Brown, PhD
    Department of Psychology
    Virginia Commonwealth University
    P.O. Box 842018
    Richmond, VA 23284-2018
    804/828-6754

    Mindfulness-Based Alzheimer’s Caregiving:
    A Randomized Controlled Trial

    Brief Overview of Intervention Project

    The majority of persons with Alzheimer’s disease (AD), particularly those in earlier stages of the disease, are cared for at home by family members, who have been shown to be vulnerable to a variety of psychological, physical, and relational problems. Caregiver burden can be detrimental for patients, caregivers and society. As such, interventions that can reliably reduce AD caregiver burden are needed. In recent years, a number of interventions designed to address caregiver burden have been studied. An important finding to emerge from these studies is that existing caregiver interventions are not consistently effective in reducing burden in AD family caregivers. As such, there is a need to continue to study alternative interventions that may better address the complex intrapersonaland interpersonal stressors faced by AD caregivers. This project developed a novel intervention to specifically target a variety of AD family caregiver issues. In an 8-week, 2-arm randomized clinical trial, the project assessed mental health, physical health, and relationship outcomes for participants assigned to the novel mindfulness-based intervention or to an early stage support group operated through the Alzheimer’s Association. The study evaluated the immediate and
    longer-term efficacy of the intervention on measures of psychological symptoms and well-being, stress-related physiological functioning, and health-related quality of life in the caregivers, as well as caregiver-patient relationship quality. Thus, the intervention was designed to address an array of health, well-being, and relationship issues relevant to caregivers of persons with early stage AD.

     

    Mindfulness in età evolutiva  F. Fabbro1 - F. Muratori

    Dipartimento di Scienze Umane, Università di Udine
    (franco.fabbro@uniud.it). F.F. è stato supportato da
    Mind and Life Contemplative Felloship 2012-04-001;

    Dipartimento di Neuroscienze dello Sviluppo, IRCCS
    Stella Maris, Università di Pisa, (f.muratori@inpe.unipi.it)

    RIASSUNTO
    Scopo del lavoro è fornire le conoscenze di base su una nuova tecnica di psicoterapia presente nella letteratura internazionale e ancora poco conosciuta in Italia. La mindfulness, o pratica della consapevolezza, nasce all’interno delle pratiche di meditazione del Buddhismo ed è basata sull’insegnamento e apprendimento della triplice consapevolezza del respiro, del corpo, e della mente. Dopo una collocazione storica delle pratiche di meditazione, viene presentato il loro sviluppo moderno ad opera di Claudio Naranjo e Jon Kabat-Zinn che hanno sganciato la
    pratica della consapevolezza da ogni adesione a valori e credenze religiose. La consapevolezza è intesa come stato ‘non-spontaneo’ di presenza mentale che richiede una forma particolare di attenzione esecutiva, e lo sviluppo di una attitudine mentale aperta alle nuove informazioni e punti di vista, nonché libera dai meccanismi automatici. Vengono poi presentati studi di neuroimaging che hanno confermato che durante le esperienze di mindfulness si attivano aree specifiche cerebrali relative sia alla consapevolezza di sé che alla rappresentazione del corpo. Vengono infine presentati modelli di mindfulness applicabili all’età evolutiva, e studi di valutazione della sua efficacia in specifici disturbi psicopatologici (disturbi della condotta, ADHD, disturbi d’ansia, disturbi di
    apprendimento, abuso di sostanze, e anche disturbi dello spettro autistico) sia in bambini che in adolescenti.
    Una bibliografia ragionata e un’appendice, in cui viene presentato il modello psicoterapeutico condiviso dagli autori, completano l’articolo.

     

    Mindfulness in psicoterapia di terza generazione  ACCepTAnCe E Mindfulness: PROCESSI,
    FUNZIONI, STRUTTURE, CONTENUTI
    come tutti (gli psicologi) hanno studiato, la psicologia nasce grazie a Wilhelm Wundt, che nel 1879 apre a lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale; in realtà, quello che all’epoca si riteneva psicologia sperimentale e che non coincide con il concetto che ne abbiamo oggi.
    Come tutti (anche i non psicologi) bene o male sanno, la psicoterapia moderna nasce più o meno negli stessi anni a Vienna, ad opera di Sigmund Freud. Non tutti, però, sono a conoscenza che è nel nuovo mondo che entrambe, la psicologia sperimentale e quella applicata, trovano terreno fertile per il loro immediato sviluppo, grazie a Watson la prima, e ancora grazie a Freud la seconda. Infatti, dopo il suo viaggio negli stati Uniti nel 1911, la psicoanalisi, e la nuova professione di psicoterapeuta che ne deriva, conquistano gli psichiatri americani, al punto che nel giro di pochi anni oltre il 95% di loro seguirà un training psicoanalitico.

     

    Mindfulness in Psychotherapy  Abstract

    ‘Mindfulness’ has become a popular topic among psychological therapists. This introductory article explains what mindfulness is and how it can be developed, before exploring how it has been incorporated within psychoanalytic and cognitive–behavioural psychotherapies. These refect general as well as specifc presumed therapeutic actions. At present, variations in the way mindfulness is understood, taught and applied mean that it is too early to fully assess its potential. They demonstrate how the use of attention and awareness in therapy cuts across traditional divisions and where mindfulness in therapy is most in need of further investigation.

     

    Mindfulness/Modelli teorici di cambiamento

     

     
    Modelli Socio-Cognitivi per il cambiamento dei comportamenti
    Neuroimaging in Mindfulness

     

    Mindfulness practice leads to increases in regional brain gray matter density
    BrittaK.Hölzel, JamesCarmodyc, MarkVangel, ChristinaCongletona, SitaM.Yerramsetti, TimGarda, SaraW.Lazar

    Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, Boston,MA,USA

    Bender Institute of Neuroimaging, Justus Liebig Universität Giessen, Germany

    University of Massachusetts Medical School, Worcester,MA,USA

     

    Neuroscience of attention and Counsciouness

     

    The exploration of meditation in the neuroscience of attention and consciousness


    Antonino Raffone • Narayanan Srinivasan

     

    Neuroscience of Meditation

     

    Neuroscience of Meditation
    Vinod D. Deshmukh
    Flagler Hospital, 300 Health Park Boulevard, Suite 5010, St Augustine, FL 32086

    Dhyana-Yoga is a Sanskrit word for the ancient discipline of meditation, as a means to
    Samadhi or enlightenment. Samadhi is a self-absorptive, adaptive state with realization of
    one’s being in harmony with reality. It is unitive, undifferentiated, reality-consciousness,
    an essential being, which can only be experienced by spontaneous intuition and self-
    understanding. Modern neuroscience can help us to better understand Dhyana-Yoga. This
    article discusses topics including brain-mind-reality, consciousness, attention, emotional
    intelligence, sense of self, meditative mind, and meditative brain. A new hypothesis is
    proposed for a better understanding of the meditative mind. Meditation is an art of being
    serene and alert in the present moment, instead of constantly struggling to change or to
    become. It is an art of efficient management of attentional energy with total engagement
    (poornata, presence, mindfulness) or disengagement (shunyata, silence, emptiness). In
    both states, there is an experience of spontaneous unity with no sense of situational
    interactive self or personal time. It is a simultaneous, participatory consciousness rather
    than a dualistic, sequential attentiveness. There is a natural sense of well being with self-
    understanding, spontaneous joy, serenity, freedom, and self-fulfillment. It is where the
    ultimate pursuit of happiness and the search for meaning of life resolve. One realizes the
    truth of one’s harmonious being in nature and nature in oneself. It is being alive at its
    fullest, when each conscious moment becomes a dynamic process of discovery and
    continuous learning of the ever-new unfolding reality.

     

    Neuroscience of Mindfulness and Meditation

     

    The Neuroscience of Meditation
    An Introduction to the Scientific Study of How Meditation
    Impacts the Brain
    Eric Thompson

    Contemplative Neuroscience, Neuroplasticity and the Transformative Power of
    Consciousness

     

    On Death and Dying_

    by Kubler Ross Elizabeth

     

    On Death and Dying By Elisabeth Kubler-Ross

     
    Section Title Page

    I On the Fear of Death ..................
    II Attitudes Toward Death and Dying ..................
    III First Stage: Denial and Isolation ..................
    IV Second Stage: Anger ..................
    V Third Stage: Bargaining ..................
    VI Fourth Stage: Depression ..................
    VII Fifth Stage: Acceptance ..................
    VIII Hope ..................
    IX The Patient's Family ..................
    X Some Interviews with Terminally I'll Patients ..................
    XI Reactions to the Seminar on Death and Dying ..................
    XII Therapy with the Terminally Ill ..................
     

    Research article about forgiveness

     

    Abstract—

    Interpersonal offenses frequently mar relationships. Theorists have argued that the responses victims adopt toward their offenders have ramifications not only for their cognition, but also for their
    emotion, physiology, and health. This study examined the immediate emotional and physiological effects that occurred when participants (35 females, 36 males) rehearsed hurtful memories and nursed
    grudges (i.e., were unforgiving) compared with when they cultivated empathic perspective taking and imagined granting forgiveness (i.e., were forgiving) toward real-life offenders. Unforgiving thoughts
    prompted more aversive emotion, and significantly higher corrugator (brow) electromyogram (EMG), skin conductance, heart rate, and blood pressure changes from baseline. The EMG, skin conductance,
    and heart rate effects persisted after imagery into the recovery periods. Forgiving thoughts prompted greater perceived control and comparatively lower physiological stress responses. The results dovetail
    with the psychophysiology literature and suggest possible mechanisms through which chronic unforgiving responses may erode health whereas forgiving responses may enhance it.

     

    Research in Personality and forgiveness

     

    Personality predictors of levelsof forgiveness two and a half
    years after the transgression
    Ricerche scientifiche sul perdono

     

    Una volta stabilito che il perdono è un processo,
    si sono pubblicate molte ricerche che lo
    descrivono. Eccone alcune:
    Il primo studio che vi presentiamo procede da
    una prospet t iva comportamentale molto radicale
    sul perdono nella coppia. Esso si apre con la
    seguente massima di Confucio “L’animo umano
    non appare mai così forte come quando supera
    la vendetta e ha il coraggio di perdonare un
    torto”. E si basa sulle seguenti parole chiave:
    Terapia di coppia, perdono, tradimento, intimità,
    addestramento al comportamento,
    addestramento all’autocontrollo.

     

    Spiritualità e Psicologia

     

    Questa comunicazione, partendo dalla concezione dell'unità psicosomatica dell'uomo, vuole
    affermare che la religione e la psicoterapia intervengono unitariamente per aiutare la persona
    a guarire, a conoscersi e a realizzarsi (Salvezza e guarigione possono coincidere).
    Tale processo di autoconoscenza ed evoluzione psichica e spirituale conduce a volte a
    fenomeni mistici che vanno riconosciuti e sviluppati anche con tecniche di psicologia, oltre
    che di meditazione e preghiera.
    Così lo psicoterapeuta si presenta come un "operatore spirituale" che collabora all'azione di
    Dio per preparare ogni uomo, liberato dalle nevrosi e dall'angoscia esistenziale, all'incontro
    con Lui.

     

    Sviluppo della coscienza e significato della morte

     

    Sviluppo della coscienza e significato della morte

    Intervista a Laura Boggio Gilot
    Quali sono i significati che l'uomo di oggi attribuisce alla morte?
     
    Tecniche di Meditazione

     

     
    Validazioni scientifiche Mindfulness

     

     
    LE BASI SCIENTIFICHE DELLE TECNICHE DI CONSAPEVOLEZZA PSICOSOMATICA

    Le finalità del “Progetto Benessere Globale” sono di proporre delle pratiche di consapevolezza
    psicosomatica che possano aiutare a sviluppare una più profonda conoscenza di sé, un migliore
    benessere psicofisico e una più matura relazione con gli altri e con la società globalizzata in cui viviamo.
    Le tecniche di consapevolezza di sé, di meditazione e di mindfulness, sono tecniche “laiche” che stanno ricevendo un enorme interesse e validazione da parte della comunità scientifica internazionale.
    Fino a qualche decennio fa il termine “meditazione” era praticamente assente sia nei libri di testo di medicina o di psicologia, sia negli articoli di ricerca scientifica. Oggi su PubMed, il più vasto e potente motore di ricerca di articoli scientifici del mondo, il termine meditation è presente in più di 12.000 pubblicazioni scientifiche. Un segno eclatante della rivoluzione di paradigma in atto in questi anni e dell’indiscutibile efficacia delle tecniche di meditazione anche quando vengono proposte in modo “laico” come pure tecniche di consapevolezza senza la componente filosofica, ideologica e teologica che da secoli le accompagnava. I consistenti risultati delle ricerche hanno stimolato centinaia di Università, Istituti e Centri di ricerca a studiare il fenomeno.

     

    Una rassegna di ricerche e studi scientifici, sull'efficacia della Mindfulness (pubblicato in Huffington Post)

     

     
    Rivista scientifica "Le Scienze": aggiornamenti, documenti, articoli e ricerche su Meditazione e salute psicofisica - cliccare qui -

     

     
       
       
     

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    Dott. Sergio Angileri

    Analista Transazionale - Counselor - Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale

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    Copyright © 2000 [Dott. Sergio Angileri] Palermo - tel. 091.507 9744 - 334.386.0561

    Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale - Counselor Analista AT - Mindfulness I° - Laureato in Psicologia Clinica Applicata

    Esercizio professionale ai sensi della Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella G.U. n. 22 del 26/01/2013

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