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    Specializzato in Psicoterapia; Analista Transazionale; Counselor Relazionale e Sanitario; Laureato in Psicologia Applicata

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    PREMESSA

    La sintomatologia che sentiamo nella sfera delle alterazioni dell'umore, viene classificata da un livello lieve di tristezza esistenziale, ad un livello massimo di malattia depressiva.

     

    §. MALATTIA DEPRESSIVA

    Si parla di malattia depressiva quando è possibile riscontrare cause di malattia organica alla base della Depressione.

    Le malattie organiche che provocano la malattia depressiva, sono innanzi tutto malattie neurologiche (cioè malattie che riguardano il cervello e il sistema nervoso). Ma anche altre malattie organiche, oltre quelle neurologiche, possono provocare la malattia depressiva. Innanzi tutto le malattie del sistema neuro-endocrino, dove possono essere coinvolte ghiandole quali la tiroide, le ghiandole surrenali, ecc. In altri casi più direttamente il diencefalo (ipofisi, ipotalamo, ecc). Vi sono anche alcune malattie metaboliche che possono provocare la malattia depressiva, ad esempio quando è coinvolto il fegato.

    In tutti questi casi, dove essendo stata accertata la malattia organica quale causa o con-causa, si parla di malattia depressiva, gli specialisti che possono applicare l'adeguata terapia sono medici specialisti, quali: neurologo, psichiatra ed endocrinologo. Gli interventi terapeutici sono descritti QUI e si tratta esclusivamente di interventi di terapia medica. Le malattie possono essere trattate esclusivamente dal medico, sia dal punto di vista degli obblighi di Legge, che dal punto di vista delle competenze e formazione.

    Nella malattia depressiva, tuttavia, possono affiancarsi al medico anche figure ausiliarie, quali lo psicologo, il counselor, lo psicoterapeuta e lo psicoanalista, affinchè questi possano prendersi cura della persona, mentre il medico applica terapia alla malattia. E' fondamentale però non confondere ciò che possono fare gli psicologi, gli psicoterapeuti, i counselors e gli psicoanalisti, cioè prendere in cura la persona con la sua sofferenza, con quello che possono fare i medici neurologi, psichiatri e endocrinologi, cioè trattare la malattia con le adeguate terapie mediche.

    Tutti quei professionisti che non sono medici, non possono intervenire e trattare le malattie, nè dal punto di vista della Legge, nè dal punto di vista delle competenze e formazione.

    In PSIMED Palermo la Malattia Depressiva viene infatti trattata sempre con un approccio integrato e coordinato fra medici (neurologo, psichiatra, endocrinologo) e psicologi, counselors e psicoterapeuti. I medici fanno terapia alla malattia e gli altri prestano cure alla persona.

    La malattia depressiva riconosce principalmente le seguenti forme:

    1. Depressione Maggiore

    2. Depressione Distimica Cronica

    3. Depressione Bipolare

    4. Depressione Ciclotimica

     

    §. DEPRESSIONE SENZA MALATTIA

    Quando è assente la malattia organica e tuttavia sono presenti sintomi di alterazione dell'umore, non si parla di malattia depressiva. In questi casi siamo in presenza di alterazioni umorali, che variano per intensità, profondità, contenuto e durata nel tempo. In questi casi le cause della depressione non sono in un qualche organo o parte del corpo, se è stato accertato che è assente qualsiasi malattia organica. Per questo non si parla più di malattia depressiva, ma di "persona ammalata", cioè di persona che sta soffrendo in modo inadeguato a fronte di qualcosa nella sua vita e non è capace di intervenire autonomamente sulla sua sofferenza. In questi casi non si parla più di malattia depressiva, ma di condizione esistenziale depressa e se in queste persone si osservano i processi neurochimici nel cervello, si constata che sono alterate alcune neurotrasmissioni encefaliche. In queste alterazioni sono coinvolti alcuni neurotrasmettitori quali serotonina, dopamina ed altri. In queste perone, però, l'alterazione neurochimica riscontrata non è causa della depressione, ma conseguenza della sofferenza che si altera fino a depressione esistenziale.

    In questi casi, dove è stata esclusa la malattia organica e quindi anche la malattia depressiva, gli specialisti che possono opportunamente intervenire sono gli psicologi, i counselors, gli psicoterapeuti e gli psicoanalisti, i quali, come fanno anche nei casi di malattia depressiva curata dal medico, prendono in carico e cura la persona e la sua sofferenza. Ad essi è bene che si affianchino anche i medici, quali neurologo e psichiatra, per potere intervenire sui sintomi con gli psicofarmaci, mentre psicologi, psicoterapeuti, ecc  possono fare il lavoro fondamentale di aiutare la persona ad imparare a gestire il dolore e la propria sofferenza in modi più adeguati. La cooperazione e l'integrazione fra queste figure professionali, medici e non-medici, conduce spesso ad un'ottima risoluzione della depressione senza malattia. Come si vede in tutti e due i casi di depressione (malattia e senza malattia), medici e non-medici svolgono interventi diversi e in nessun caso i non-medici fanno terapia alla malattia.

    In PSIMED Palermo la Depressione non-malattia viene trattata principalmente con Psicoterapia, Trattamenti Psicologici, Counseling, Analisi, Mindfulness e a questi interventi, quando necessario, si abbinano i controlli sintomatici per mezzo degli antidepressivi e degli ansiolitici.

    La depressione senza malattia riconosce principalmente le seguenti forme:

    1. Depressione episodica

    2. Depressione reattiva

    3. Depressione o melanconia esistenziale

    4. Tristezza esistenziale

    5. Lutto lieve

    La persona che chiede il consulto, viene ricevuta nel primo colloquio dal Dott. Sergio Angileri o dalla D.ssa Monica Cerri.

    Nel primo colloquio viene valutata la situazione esposta dalla persona, la descrizione dei suoi sintomi, la correlazione fra i suoi sintomi e le situazioni critiche collegate e altro ancora. In genere per completare la valutazione complessiva e la diagnosi occorrono altri tre incontri di counseling, dopo il primo. La parcella per i primi quattro incontri di counseling può essere convenzionata in modo molto conveniente per la persona (vedi tariffario). Il Dott. Sergio Angileri, durante i primi quattro incontri, valuta le dimensioni funzionali e strutturali della condizione della persona e anche l'opportunità di complementare la diagnosi integrando le sue valutazioni con quelle degli altri specialisti del team. L'esito dopo i primi quattro incontri, consente di indicare alla persona la modalità di intervento ritenuta la più adeguata nel caso specifico. Gli interventi possibili, in genere, possono essere a volte applicati isolatamente, ma più spesso vengono applicati con metodologia integrata fra più interventi insieme, in accordo con una metodologia complessiva confermata da esperienza da più di trenta anni di pratica, sin dal 1985. In alcuni casi l'intervento viene applicato dal Dott. Sergio Angileri e sarà lui a continuare a seguire la persona, dopo i primi quattro incontri. In altri casi la persona sarà seguita da un altro/a degli specialisti del team. Per leggere sugli interventi, metodi di trattamento e terapia, cliccare qui.

    La nostra metodologia, consente una specialistica accoglienza della persona e consente, grazie all'osservazione integrata multi-specialistica, la migliore e rapida diagnosi e l'individuazione del migliore e più economico trattamento personalizzato caso per caso, consentendo di non confondere i casi che sono trattabili con metodologie semplici e brevi, con altri casi che invece richiedono metodologie cliniche o mediche più complesse. Consente, inoltre, di non avviare indifferentemente tutte le persone a trattamenti di psicoterapia o psicofarmacologia, quando invece, con metodologie attuali e moderne, è possibile molte volte aiutare e risolvere, a tutto vantaggio sia di tempo che economico, a favore della persona.......

     

     

     

    LA SOFFERENZA dell'UMORE e le DEPRESSIONI

    1. Trattamenti delle sofferenze umorali e depressive

    2. Origine e formazione delle sofferenze umorali e depressive

    3. Diagnosi nelle sofferenze umorali e depressive

    4. Mindfulness e Trattamento Focale degli "stati depressivi" non patologici

     

    TRATTAMENTI DELLE SOFFERENZE UMORALI E DELLE DEPRESSIONI

     

    I Disturbi della sfera timica (disturbi dell'umore) in genere rientrano in una o più di una, delle seguenti categorie:

    •  Stati di tristezza

    •  Stati di anedonia (assenza o diminuzione del piacere)

    •  Stati di demotivazione e/o disinteresse verso progetti e obiettivi

    •  Stati di autosvalutazione

    •  Stati depressivi generalizzati medio-lievi

    •  Stati distimici (insufficienza di interesse e amore verso se stessi)

    •  Stati depressivi maggiori

    •  Stati di instabilità umorale (unipolare, bipolare, alternati)

    I Disturbi della sfera timica, dell'umore e disturbi depressivi, si trattano nel modo seguente, spesso integrando due o più metodiche contemporaneamente. La decisione da parte degli specialisti, su quale trattamento applicare e se applicarne più di uno in integrazione, dipende sempre dalla diagnosi.

    1. Psicoterapia e Psicologia Medica (include anche, quando occorre, la terapia psichiatrica e gli psicofarmaci)

    2. Protocolli MBTA, MBSR, MBCT- Protocolli Mindfulness

    3. Analisi Transazionale e Socio-Cognitiva

    4. Counseling Sanitario

    Le modalità di approccio ai disturbi, dopo che la diagnosi è stata compiuta, si applicano a volte isolatamente (soltanto cura con trattamenti, oppure soltanto psicoterapia e terapia psichiatrica, oppure soltanto somministrazione di psicofarmaci). Altre volte -e questo è l'approccio più corretto e più frequente- in modalità contemporanea e integrata.

     

    In presenza dei sintomi di umore disturbato, non sempre, tuttavia, si constata una vera condizione psicopatologica.

    E' corretto parlare di condizione psicopatologica, quando è accertato che nella mente della persona sono presenti "sistemi psicologici strutturati" che generano gli stati di alterazione dell'umore o della sfera timica più in generale. In questi casi si è in presenza di una vera psicopatologia depressiva che va trattata principalmente con l'approccio clinico (terapia psichiatrica, psicofarmacoterapia e complemento di psicoterapia).

    Quando invece si accerta che questi stati sono generati da "funzione psicologica" senza psicopatologia, siamo in presenza di "sintomi depressivi disfunzionali". Quando i sintomi sono disfunzionali non si ha psicopatologia, ma si è in presenza di una risposta sintomatica funzionale, episodica o reattiva, che può essere  trattata con approccio non-clinico (moduli e protocolli di intervento circoscritto, focale, breve, MB e/o trattamenti analitici o psicoanalitici). 

    La distinzione su esposta, fra "struttura e funzione psicologica", è fondamentale per potere decidere il tipo di trattamento da applicare. Questa distinzione la si accerta durante i primi 3/4 incontri, che hanno finalità di diagnosi - (leggi qui una breve spiegazione su "struttura e funzione psicologica").

    Nel trattamento delle sofferenze umorali il dott. Sergio Angileri procede come segue:

    PRIMI COLLOQUI: primo incontro di accoglienza della persona e presentazione del caso da parte della persona - valutazione introduttiva da parte del dott. Sergio Angileri - pianificazione di altri due o tre colloqui di counseling sanitario e approfondimento e valutazione dell'organizzazione strutturale e funzionale del disturbo: alla valutazione del Dott. Angileri, quando ritenuto necessario, si affianca la valutazione di uno dei colleghi medici dello staff (neurologo; psichiatra; endocrinologo o altri). - A questo punto sulla base della valutazione diagnostica complessiva, si procede con il trattamento. A secondo i casi il trattamento può essere non-clinico, clinico oppure integrato.

     1- TRATTAMENTO NON-CLINICO (nei casi di sofferenze umorali che sono stati diagnosticati funzionali non psicopatologici):

     2- TRATTAMENTO CLINICO (nei casi di vera psicopatologia depressiva diagnosticata strutturata)

     3- TRATTAMENTO INTEGRATO (nei casi di stati misti o con diagnosi borderline fra sofferenza umorale e depressione)

    •  nel trattamento integrato si applicano protocolli di intervento misti, alternati o in parallelo fra la Psicoterapia, il Trattamento Focale, il Counseling e la Mindfulness. Saranno gli specialisti a valutare e a proporre cosa fare e come integrare gli interventi diversi applicati da parte dello psicoterapeuta, dell' analista transazionale e/o del counselor, che interagiscono insieme e coordinati nell'interesse della persona.

    •  a volte può rendersi necessario o consigliabile anche l'integrazione con la copertura psicofarmacologica.

     

    COME ORIGINANO E SI FORMANO LE SOFFERENZE UMORALI E LE DEPRESSIONI

    Gli "stati di sofferenza dell'umore" si manifestano con tristezza, abbattimento, scoraggiamento, pessimismo, svogliatezza, demotivazione, calo del desiderio e del senso del piacere, disinteresse verso progetti e obiettivi, persistenza nella sofferenza e nel dolore in seguito a eventi luttuosi, di perdita del lavoro, di separazione o abbandono, ecc.

    I "sintomi depressivi" degli "stati di sofferenza dell'umore" spesso non sono indicatori della vera Malattia Depressiva, poichè alla valutazione dei sintomi vanno aggiunte altre valutazioni che deve accertare lo specialista. Infatti frequentemente questi stati di sofferenza umorale non soddisfano la diagnosi di Malattia Depressiva, bensì di stato depressivo episodico, situazionale, reattivo o esistenziale. In questi casi non è necessario il "trattamento clinico e/o psichiatrico", ma invece l'applicazione di moduli e protocolli come quelli del Trattamento Focale.

    Quando invece i "sintomi depressivi" sono associati ad altre condizioni patologiche, si parla di vera Malattia Depressiva (depressione maggiore, malattia distimica, malattia bipolare ecc) e in questi casi è indispensabile innanzi tutto la terapia psichiatrica, con l'appoggio della psicoterapia e/o dei protocolli del Trattamento Focale.

     

    DIAGNOSI DELLA SOFFERENZA UMORALE E DELLE DEPRESSIONI

    1. Gli "stati di sofferenza dell'umore" si manifestano per lo più con tristezza, abbattimento, scoraggiamento, pessimismo, svogliatezza, demotivazione, calo del desiderio e del senso del piacere, disinteresse verso progetti e obiettivi, persistenza nella sofferenza e nel dolore in seguito a eventi luttuosi, di perdita del lavoro, di separazione o abbandono, ecc.

    2. I "disturbi depressivi strutturati", cioè la vera patologia depressiva, si differenzia dagli "stati non patologici della sofferenza dell'umore", e quando è vera psicopatologia strutturata, si manifesta con:

    1. umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (es.si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (es., appare lamentoso). Il soggetto descrive il proprio umore come triste, depresso, senza uscita, spento, ecc. E' possibile che la tristezza possa venire negata, pertanto il clinico esperto potrà cercare di farla emergere nel corso del colloquio puntando l'attenzione anche sugli aspetti non verbali, come la mimica e il comportamento, e gli aspetti paraverbali della comunicazione, come il tono di voce.

    2. alcuni individui presentano un quadro di aumentata irritabilità e/o lamentele di tipo somatico come dolori, in virtù dei sentimenti di tristezza.

    3. marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dal soggetto o come osservato da altri).

    4. significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (es., un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese), oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno. Solitamente l'appetito è ridotto al punto che alcuni soggetti riferiscono uno sforzo nel mangiare. Come evidenzia il DSM, alcuni individui, specialmente quelli in ambiente ambulatoriale, possono presentare un aumento dell'appetito oppure ricercare un cibo specifico come ad esempio dolci o altri carboidrati. Nel caso in cui le alterazioni dell'appetito siano gravi è possibile osservare una modificazione significativa del peso corporeo (aumento o riduzione) in un lasso di tempo breve.

    5. insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno L'insonnia, più che l'ipersonnia, è il disturbo del sonno maggiormente associato con il disturbo depressivo maggiore. Il DSM fa notare come l'insonnia tipica riscontrata in questi individui sia l'insonnia centrale ovvero con risvegli durante la notte e difficoltà a riprendere sonno. Può essere presente anche difficoltà ad addormentarsi (insonnia iniziale) e più raramente, come già affermato, un eccesso di sonno (ipersonnia).

    6. agitazione o rallentamento psicomotorio, quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato) Sia l'agitazione che il rallentamento, per essere considerati sintomi, devono essere abbastanza gravi da risultare evidenti ad altri osservatori e non essere riducibili ad un sensazione soggettiva.

    7. faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno La ridotta "energia", la faticabilità e l'astenia sono piuttosto comuni. E' possibile che il soggetto riferisca una stanchezza continua anche senza aver svolto attività fisica. Ciò che caratterizza ogni attività, anche la più semplice, è la sensazione dello sforzo. Questo potrebbe ridurre l'efficienza nello svolgere dei compiti, compresi quelli quotidiani come il lavarsi o il vestirsi.

    8. sentimenti di svalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato)

    9. ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri)

    10. pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l'ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

    Il professionista preposto alla diagnosi degli "stati di sofferenza umorale" diagnostica nei primi incontri la configurazione strutturale e funzionale della sofferenza, anche tenendo in conto delle componenti su descritte:

    1. provenienza dell'informazione che giunge al cervello cognitivo (esogena; endogena)

    2. dinamica della proiezione

    3. gradiente di coerenza fra l'oggetto esterno, la rappresentazione interna e la proiezione

    4. livello di consapevolezza dell'informazione

    La diagnosi della percentuale strutturale e funzionale della sofferenza umorale, fa la differenza fra la diagnosi di "vera e propria depressione psicopatologica" e "stati di sofferenza umorale non patologica". La vera psicopatologia depressiva strutturata, richiede trattamenti clinici (psicoterapia e psicofarmacoterapia). La sofferenza umorale funzionale e non patologica, che non corrisponde al quadro patologico su descritto, richiede trattamenti focali e di counseling.

     

    STRUTTURA E FUNZIONE PSICOLOGICA

    - breve descrizione differenziale -

    Il "sistema psicologico" che genera disturbi e sintomi, si dice "strutturato" quando è caratterizzato da una preponderante quota di inconscio o automatismo ed è, nel suo funzionamento, relativamente indipendente dalle situazioni oggettive. Questo "sistema psicologico" è, invece, nel suo funzionamento, molto più dipendente e determinato dalle dinamiche intrapsichiche soggettive, per lo più automatiche, inconsapevoli o inconsce e locate nella memoria profonda della persona. Il sistema psicologico strutturato, è quindi costituito per lo più da quote inconsce, automatiche, spesso inconsapevoli e non facilmente gestibili dalla volontà della persona e per questo produce involontarie proiezioni sulla dimensione oggettiva e conseguente re-introiezione e interpretazione, sulla base della proiezione stessa. I disturbi e i sintomi generati da questa struttura, in genere sono coerenti con la dinamica di proiezione e interpretazione (un esempio è quando la persona, avendo difficoltà a distinguere fra "realtà soggettiva" e "realtà oggettiva", afferma categoricamente e rigidamente: "per me le cose stanno così, e basta!"). Nel contempo, infatti, i disturbi e i sintomi risultano essere significativamente incoerenti con la dimensione oggettiva, così come è possibile ragionevolmente descriverla e senza interpretarla. La distinzione fra "descrizione" e "interpretazione", è fondamentale. Questo sistema psicologico così fatto, si denomina strutturato, cioè solidamente avviluppato in se stesso e i sintomi che produce sono indice di psicopatologia e occorre applicare metodologie terapeutiche dell'area clinica.

    Il sistema psicologico che genera sintomi, si dice "funzionale" quando è caratterizzato da una preponderante quota di consapevolezza sulla dimensione oggettiva, così come è possibile ragionevolmente descriverla e i sintomi che genera sono relativamente coerenti con tale dimensione oggettiva e sono in quota minima determinati da automatismi proiettivi e interpretativi. Quindi la quota strutturale risulta essere inferiore della quota funzionale. In questo caso non si ha psicopatologia, ma "disfunzione" psicologica, caratterizzata dal fatto che la persona, pur nella sua buona consapevolezza e capacità di distinguere il "soggettivo" dall' "oggettivo", tuttavia, nonostante la capacità di descrivere e poco interpretare, presenta difficoltà funzionali di gestione delle situazioni oggettive e a causa di questa difficoltà gestionale, produce disagi, disturbi e guasti funzionali delle emozioni e dell'umore, anche in forma di ansietà, instabilità emotiva e umorale. Questo sistema psicologico così fatto si denomina funzionale e i sintomi che produce sono indice di carenza gestionale e decisionale degli eventi di vita e spesso è sufficiente applicare metodologie consultive, in trattamenti brevi, non clinici e senza psicoterapia.

     

    Analista Transazionale nel Counseling Sanitario, individuale, di coppia, di gruppo

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    Mindfulness nella Depressione

    (articolo originale cliccando qui)

     

    La depressione viene inserita dal DSM IV tra quelle condizioni cliniche che presentano alterazioni del’umore, i così detti disturbi affettivi o disturbi dell’umore.
     
    Ci sono molte ragioni per le quali una persona può cadere in depressione, ma se si fa attenzione ai sintomi è possibile intervenire efficacemente e aiutare la persona a superare questa sofferenza.
     
    Alcuni sintomi sono facilmente identificabili: perdita di peso, o viceversa eccessivo aumento, insonnia o sonno eccessivo, perdita di motivazione, tristezza che appare immotivata.

    Ma attenzione sentirsi tristi o “giù” non necessariamente significa essere affetti da depressione, nel senso clinico del termine. A volte ci sono delle condizioni di vita, magari non immediatamente identificabili, che giustificano un senso di insoddisfazione o di alienazione dalla propria esperienza: quel senso di essersi persi di vista, quel bisogno di riscoprire chi si è e ridefinire i propri progetti e la propria identità.

    C'è una grande differenza tra la tristezza e la depressione clinica.
     
    Tutti noi facciamo esperienza della tristezza ad un certo punto nella nostra vita La tristezza fa parte delle emozioni dell’essere umano, in particolare nell’esperienza della perdita; ma la tristezza è una emozione transitoria che passa con il passare delle circostanze che l’hanno fatta emergere. La depressione può rimanere per settimane, mesi o persino anni La persona che manifesta tristezza può sperimentare dolore, ma continua a far fronte alle difficoltà della vita. La persona depressa può sentirsi sopraffatta e senza speranza.
     
    La depressione dunque è una malattia con molti altri sintomi oltre a quello di un animo infelice. Chi soffre di depressione non sempre riesce a trovare una ragione logica per il suo umore tetro.
     
    Per chiarire le differenze tra tristezza normale e la depressione, il DSM-IV (Il manuale diagnostico dei disturbi mentali) definisce criteri specifici per la diagnosi di depressione maggiore.
     
    Una persona che soffre di un disturbo depressivo maggiore deve avere almeno cinque di questi sintomi: un umore depresso o una perdita di interesse o di piacere in attività quotidiane costante per almeno un periodo di due settimane;

     

    1. questo umore deve compromettere il suo funzionamento e nella sua vita quotidiana;
    2. vi può essere una perdita di interesse o di capacità di trarre piacere da tutte, o quasi tutte, le attività in precedenza considerate piacevoli;
    3. una significativa perdita di peso in assenza di dieta, oppure un aumento di peso, oppure una diminuzione o un aumento dell'appetito quasi ogni giorno;
    4. difficoltà a dormire durante la notte o bisogno di dormire durante il giorno;
    5. rallentamento psicomotorio o viceversa agitazione durante la giornata.
    6. senso di affaticamento o perdita di energia quasi ogni giorno;
    7. sentimenti di indegnità, oppure senso di colpa estremo o inappropriato;
    8. difficoltà di concentrazione o nella capacità di pensare; gli altri possono anche considerarlo indeciso;
    9. ricorrenti pensieri di morte o ideazione suicidaria anche senza uno specifico progetto o tentativo di suicidio.

    Fonte: American Psychiatric Association
     
     

    La Mindfulness e la depressione

     
    Una delle cause ormai riconosciute della depressione è la difficoltà a prendere le distanze da pensieri disfunzionali e dalla tendenza mentale a interpretare in modo negativo le esperienze che si vivono.
    Di conseguenza ci si identifica fortemente, assumendoli come reali e assoluti, con i propri pensieri invece considerarli mere, momentanee, ipotesi interpretative e confrontarli con la realtà nella quale ci si trova.
    E’ un po’ come andare sempre, notte e giorno, in giro con un paio di occhiali neri e credere per questo che sia sempre notte.
     
    Il protocollo Mindfulness Based Cognitive Therapy si occupa più del processo del pensiero, che dei contenuti dei pensieri stessi, con l'obbiettivo non tanto di trasformarli e di entrare in relazione con essi, quanto di riconoscerli per quello che sono ( cioè solamente dei contenuti mentali senza caratteristica di concretezza e di realtà) e di lasciarli andare: "I pensieri non sono fatti"  dunque è possibile agire senza esserne condizionati.
     
    Le pratiche per coltivare consapevolezza permettono di vedere con chiarezza il funzionamento mentale. Sensazioni, emozioni, sentimenti, ricordi e pensieri sono mutevoli condizioni della  mente, che vengono osservate nel loro sorgere e passare ed accolte da una consapevolezza lucida e tranquilla. In questo modo si acquista una comprensione in prima persona della realtà interna ed esterna, dell'esperienza diretta. 
     
    Articoli di approfondimento sono pubblicati nella sezione “Studi e Ricerche”
    Leggi anche “I benefici della Mindfulness” e  “MBSR”

    A cura di: Bianca Pescatori (Psicologa Psicoterapeuta) e Loredana Vistarini (Psicologa Psicoterapeuta)

    Centro Italiano Studi Mindfulness - Roma


     

    APPLICAZIONE "MBTA" INTEGRATA ALLA TERAPIA DELLA DEPRESSIONE

    metodologia applicata dal dott. Sergio Angileri

    L'applicazione "MBTA" (Mindfulness Based Transactional Analysis) è un protocollo del "Trattamento Focale" (vedi qui).

    Esso, nei casi delle persone malate di Depressione, in quanto Trattamento Focale, viene applicato dal dott. Sergio Angileri all'interno della più complessiva terapia della depressione - terapia che consiste in psicoterapia+psicofarmaci. Il MBTA integrato nella terapia della depressione, tratta in modo specifico e focale, per mezzo delle pratiche Mindfulness e delle analisi delle transazioni, la labilità o instabilità della focalizzazione dell'attenzione e della consapevolezza, mentre lo psicoterapeuta cura la ristrutturazione della mente della persona malata di depressione e il neurologo o lo psichiatra controllano i sintomi della persona malata, per mezzo degli psicofarmaci.

    Nei casi, invece, nei quali la sofferenza umorale della persona, non è risultata essere espressione della malattia depressiva, non essendovi in questo caso necessità di terapia (psicoterapia+psicofarmaci), l'applicazione della MBTA in Trattamento Focale viene eseguita in autonomia, con eccellenti risultati di risoluzione e recupero della omeostasi umorale. Ciò avviene come conseguenza dell'intervento Mindfulness sui processi di pensiero della persona, riguardo le situazioni della sua vita.

     

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    MBTA (Mindfulness Based Transactional Analysis)

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    Laureato in Psicologia Clinica Applicata; Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale; Qualificato in Psicoterapia applicata alla Medicina Psicosomatica; Qualificato in metodologia e tecnica AT e Mindfulness nel Counseling Professionale; Possiede diverse esperienze di perfezionamento in Psicologia Cognitiva, Ipnosi, Sessuologia;  Possiede trenta anni di esperienza clinica nella diagnosi e nella cura in psicopatologia e nei diversi disturbi di Ansia, Depressione, Disturbi di Personalità, Disturbi Sessuali Psicogeni e disturbi nella Psicologia della Coppia; Professionista di cui alla Legge n.4 del 14/01/2013, pubblicata nella GU n.22 del 26/01/2013; Già iscritto all'Ordine degli Psicologi Regione Sicilia al n° 480; Qualificato Counselor Professionista FAIP, iscrizione Registro Nazionale Counselor Professionisti al n° 1546.

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