Dott. Sergio Angileri


 

PSICOLOGIA PSICOTERAPIA COUNSELING MINDFULNESS NEUROLOGIA PSICOLOGIA MEDICA

Nell'attuale momento storico, i sintomi del "disagio" esistenziale, delle "sofferenze" del vivere e della "malattia", sfumano sovrapponendosi. Ciò provoca spesso la difficoltà di poter stabilire un netto confine di separazione fra disagio, sofferenza e malattia. Per questo oggi più che mai si impone la necessità di un qualificato e competente approccio multidisciplinare alla Persona, alla Coppia e alla Famiglia, integrato fra Medicina, Psicologia, Counseling, Psicoterapia e Mindfulness: questo è l'approccio diagnostico e curativo degli specialisti del team PSIMED Palermo.

Dott. Sergio Angileri

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Approccio integrato psicologico-medico-counseling

 

Terapia e Trattamento MBTA: efficace metodo innovativo

 
  • Disturbi d'ansia - Fobie - Ansia sociale e timidezza

  • Disturbi depressivi e dell'umore - Disturbi Bipolari

  • Disturbi di panico - Attacchi di panico - Agorafobia

  • Disturbi da dipendenza (internet, sesso, gioco, sostanze, persone)                      

  • Disturbi ossessivi e compulsivi

  • Disturbi dell'infanzia e adolescenza

  • Disfunzioni sessuali - Ansia da prestazione - Identità e orientamento sessuale

  • Coppia e Famiglia: disagi e problemi della Coppia

  • Disturbi della personalità - Disturbi psicotici - Schizofrenia

  • Psicoterapia Analitica e Socio-Cognitiva

    Psicologia Transpersonale - Gruppi Mindfulness e di Meditazione

    Psicologia Clinica - Psicologia Medica - Sessuologia

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    "Protocollo MBTA" - Mindfulness - Trattamenti analitici

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    Terapia di Coppia - Sessuologia di coppia

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    IL PENSIERO DISTURBATO

    LE FORME OSSESSIVE, COMPULSIVE e FOBICHE

    Dott. Sergio Angileri

    §

     

    Vi sono tre livelli di disturbi causate dal pensiero autoreferenziale:

  • PENSIERO AUTOREFERENZIALE - Definiamo qui "pensiero autoreferenziale", quella organizzazione e forma del pensiero, che risulta essere resistente al cambiamento e alla riorganizzazione dei contenuti e dei processi, da effettuarsi sulla base del riapprendimento reso possibile dall'esperienza di incontro con la "Realtà così come essa è". Per "Realtà così come essa è", intendiamo l'incontro con l'esperienza stessa del vivere con se stessi, con gli altri, con i sistemi del Mondo e con la Natura. Semplificando diciamo, dunque, che la Persona, crescendo da bambino ad adulto, inizialmente impara dal Mondo (famiglia, scuola, società, ecc) a "pensare i propri pensieri". Durante il procedimento di crescita, però, impara anche dalla propria stessa esperienza ad incontrare la "Realtà così come essa è". In questo incontro, dovendo ogni giorno e ogni volta gestire la Realtà usando i pensieri appresi sin da bambino da "altri", si palesa il grado di coerenza o incoerenza fra i pensieri che la persona sta imparando o ha già imparato a pensare e la "Realtà". Dall'incontro fra il "pensiero appreso" e la "Realtà", ne derivano i gradi e le intensità di delusione, tristezza, sofferenza, disagio, ecc. Coloro che sono in grado di riformulare autonomamente i propri pensieri e convinzioni, riapprendendo il proprio pensiero sulla base della propria soggettiva e individuale esperienza, dimostrano di possedere sufficiente autonomia nella plasticità neuropsichica. Coloro, invece, che non sono in grado di effettuare tale riformulazione spontanea ed autonoma, dimostrano minore o insufficiente plasticità neuropsichica e possono anche cronicizzarsi in un ripetitivo circuito autoreferenziale del pensiero, perpetuando i cicli di delusione, tristezza, sofferenza e altro, ogni volta che incontrano la Realtà, accorgendosi di non saper fare buon uso dell'esperienza pregressa, ai fini del proprio bene. Tali stati disturbati variano dai minimi dei "disturbi disfunzionali", ai livelli medi dei "disturbi strutturati", ai livelli massimi dei "disturbi borderline e/o psicotici". Le persone con insufficiente autonomia nella plasticità neuropsichica, di tutti e tre i livelli del disturbo, necessitano di aiuto professionale. Per ciascuno dei tre livelli di disturbo (disfunzionale, strutturale, borderline e/o psicotico) si applica un diverso tipo di intervento.

  • Ripetiamo, quindi, che i sintomi, i disturbi o le patologie dell'area cognitiva, spaziano dalle diffuse e non patologiche condizioni ricorrenti e "normali", nelle quali una persona risulta caratterizzata da "stili e sistemi di convinzioni" che per il loro contenuto e per la loro organizzazione culturale o di abitudine risultano essere palesemente incoerenti con le caratteristiche naturali e/o ordinarie della realtà, provocando stati di disagio e/o di malessere a causa di questa discrepanza fra le aspettative del proprio pensiero e la realtà così come essa è, fino alle condizioni estreme di vera malattia neuro-psichiatrica quali le psicosi, dove il "sistema pensiero" risulta gravemente alterato nei contenuti e nella forma (allucinazioni, deliri, gravi disconnessioni percettive della realtà, seria compromissione della elaborazione logica, dissociazione, coazione a ripetere del pensiero e dei comportamenti, ecc.)

    Al livello minimo, di base, quello della "normalità statistica del disturbo disfunzionale", dove risiedono i personali "stili e sistemi di convinzione", troviamo la folta schiera dei pensieri automatici e abituali, che più o meno si presentano alla consapevolezza della persona quali responsabili di susseguenti alterazioni emozionali (l'ansia, la tristezza persistente e forme depressive lievi, sono le più diffuse alterazioni emozionale, anche se non le uniche) o responsabili di provocare in automatico il ripetersi di comportamenti disagevoli a vari livelli. L'insufficiente plasticità neuropsichica, impedendo la riformulazione del proprio assetto cognitivo, può anche produrre automaticamente la necessità di "controllare la realtà": come dire che chi ha difficoltà a riformulare il proprio pensiero, tende a illudersi di potere cambiare o riformulare la Realtà. Questo spostamento di mèta - dal proprio pensiero alla Realtà - spesso produce ossessione nella ripetizione del pensiero e compulsione nella necessità di ripetere azioni, gesti e comportamenti. A sua volta la "necessità di controllare la realtà" è il frutto della ripetuta delusione che la persona ha sofferto o soffre incontrando la diversità dell'andamento della realtà così come essa è, a fronte dei propri pensieri ideali e delle proprie convinzioni su "come la realtà invece dovrebbe essere", dal punto di vista della persona.

    Al livello medio, quello dei "disturbi strutturati", troviamo condizioni mentali simili a quelle del livello minimo, ma ciò che rende strutturato il disturbo è la diversità di atteggiamento della persona nei confronti del proprio disturbo: la persona del "livello minimo" ha una buona consapevolezza e accettazione del fatto che sta soffrendo a causa di ciò che ha dovuto imparare a pensare sin da bambino e si dispone favorevolmente ad un intervento della riformulazione del proprio assetto cognitivo. La persona del "livello medio" invece tende ad insistere nel fatto che sta male a causa di una presunta "malattia", chiede allo specialista essenzialmente che si curi la malattia, ha un basso livello di consapevolezza dell'incoerenza fra i propri pensieri e la Realtà e si dispone sfavorevolmente a trattare i propri pensieri, mantenendo, a volte anche rabbiosamente, un atteggiamento di scontro con la Realtà, a suo dire "colpevole" di non essere essa a modificarsi per allinearsi con  suoi pensieri e convinzioni, ritenuti assolutamente giusti e senza discussioni.

    Al livello massimo, quello dei "disturbi borderline e/o psicotici", troviamo condizioni mentali dove non solo i contenuti e la forma del pensiero sono fortemente autoreferenziali, ma sono incapsulati nell'Ego a tal punto da rendere spesso, alla persona disturbata, indistinguibile la separazione esistente fra soggettivo e oggettivo, confondendosi e miscelandosi l'uno con l'altro. Queste sono condizioni di disturbo francamente psicopatologico, se non di vera e propria malattia mentale.

     

  • TRATTAMENTI DEI DISTURBI - I disturbi del livello minimo (disturbi disfunzionali) non sono disturbi psicopatologici e non richiedono terapia medica, psicoterapia e/o interventi clinici. I trattamenti da noi applicati per i disturbi del primo livello sono quelli dell'analisi integrata con i protocolli Mindfulness, dell'Analisi Transazionale e Socio-Cognitiva secondo la metodologia del Counseling Relazionale, della Meditazione integrata e del trattamento in gruppo analitico transazionale e transpersonale. I disturbi del livello medio (disturbi strutturati), vengono trattati, a secondo la strutturazione del disturbo, sia con trattamenti simili a quelli del primo livello e sia con Psicoterapia Socio-Cognitiva o Analitica, con integrazione dei protocolli MB e quando necessario abbinando terapia medica psicofarmacologica per il controllo dei sintomi. I disturbi del livello massimo, essendo disturbi francamente psicopatologici, se non vere e proprie malattie mentali, vengono trattati con terapie mediche psichiatriche e abbinamento di psicoterapia.

  • Gli interventi di aiuto quindi variano, da quelli che facilitano la consapevolezza e la riformulazione del pensiero e della decisione (counseling, trattamenti focali, trattamenti MB, percorsi analitici) a quelli che intervengono in forma clinica intermedia (psicoterapia, psicologia medica), a quelli che intervengono in forma dichiaratamente medica (psichiatria e neurologia). Il tipo di intervento si decide sulla base della valutazione diagnostica iniziale.

     

     


     

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    Analista Transazionale - Counselor - Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale

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    Copyright © 2000 [Dott. Sergio Angileri] Palermo - tel. 091.507 9744 - 334.386.0561

    Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale - Counselor Analista AT - Mindfulness I° - Laureato in Psicologia Clinica Applicata

    Esercizio professionale ai sensi della Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella G.U. n. 22 del 26/01/2013

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